Passa ai contenuti principali

Per una storia del guitar synth


Al di là della ricostruzione storica e tecnica, nel capitolo legato all'estetica della chitarra synth tento di indicare gli esempi significativi di rinnovo LINGUAGGIO della chitarra.
Una riflessione che ho appena accennato sull'articolo è quella che riguarda l'impiego che si fa di questi congegni che in molti casi consiste nel sostituirsi al tastierista anche nell'uso di suoni acustici o elettrici come piano, archi e organo.



In realtà questo aspetto fa parte di un più generale cambio di approccio generale sul mondo della sintesi che in alcuni generi musicali è diventata un semplice riduttore d'ingombri del tipo: "un piano elettrico è pesante e ingombrante ne uso uno campionato". Che tradotto in chitarristeria è diventato: "è andato via il tastierista faccio io le parti organo o di piano con la chitarra MIDI".
L'approccio dei pionieri e in particolare quello inaugurato da Fripp e da Metheny è invece completamente diverso: "ho uno strumento nuovo cerco un linguaggio nuovo".
Del resto i soli di piano di Hancock sono diversi dai solo di synth di Hancock, allora perchè i soli di chitarra synth dovrebbero scimmiottare qualcos'altro???
Metheny con il synth è diverso da Mays con il synth, diverso il modo in cui l'interazione con la corda fa suonare il sintetizzatore, diventa un lessico sonoro originale, PROPRIO DELLE CHITARRE SYNTH e non mutuato dai tastieristi.
Inoltre va preso atto, per usare i synth bisogna conoscerli, vanno programmati, la potenza non è nei preset ma in quello che il synth può fare in mano ad ognuno di noi...

Commenti

Post popolari in questo blog

Kraftwerk, il suono di un passato futuro.

 da www.princefaster.com https://www.princefaster.it/kraftwerk-il-suono-di-un-passato-futuro/ Nel 1997, il  New York Times  ha definito i  Kraftwerk  i  “Beatles della musica dance elettronica”  e il parallelo è stato a più riprese riproposto da pregiate riviste musicali e di cultura generale come Rolling Stone, The Guardian o LA Weekly che ne hanno anche esteso la portata con titoli come “Kraftwerk Are More Influential Than The Beatles”. Non si tratta solo di titoli ad effetto né di un paragone propriamente musicale, ma di prendere in esame gli impatti che determinate scelte, incluse certe volte in specifici dischi “epocali” o disseminate attraverso vari lavori, abbiano avuto sui gusti del pubblico, sulle scelte di migliaia di musicisti e sugli stili musicali degli anni successivi, o semplicemente sulla capacità che queste due band, anche inconsapevolmente, hanno avuto di prevedere quali sarebbero stati gli sviluppi della popular music. A distanza di ...

un articolo scritto per la scomparsa di Alessandro Alessandroni

Alessandro Alessandroni, death of the whistle The Man Alessandro Alessandroni died on March 26 (2017) at 92 years. Composer, conductor and multi-instrumentalist he will be remembered for his skills as a guitarist and whistler in many famous Italian and international cinema soundtracks Alessandroni began to play various instruments such as guitar, mandolin, piano, flute and sax like a self-taught.  After graduating from the conservatory of Rome he began to work with the “Fonolux” society as member of orchestra for film music. In that period he met Nino Rota who discovers his talent as a whistler. He was nicknamed "whistle" (“fischio”) by director Federico Fellini. Its crisp, clean whistle has been appreciated by many Italian composers of film.  In 1964 Ennio Morricone calls him to make a "fischiatina" (“a little whisper”) for a unknown western movie by Sergio Leone and this song was the theme of the titles of "A Fistful of Dollars". On this music Alessandro...

Un articolo di Muzak su Francesco de Gregori, quando la stampa musicale non aveva peli sulla lingua

Negli anni '70 italiani si era formata una critica musicale, politicizzata e ma molto preparata, che raccontava i fenomeni della musica popolare senza i condizionamenti dovuti ai rapporti economici che esistono ormai fra industria e stampa. Talvolta i giudizi erano forse troppo tassativi ma nascevano dal confronto fra opere musicali di livello altissimo che uscivano in quegli anni e che imponevano un certo rigore metodologico. Oggi, invece, siamo innanzi, da un lato a un'impreparazione culturale diffusa dall'altro a una complementarità al mondo dei promoter e delle agenzie di stampa sommata a una serie di modelli dominanti nella società italiana che rendono "intoccabili" tutta una serie di personaggi. Uno di questi è senz'altro Francesco de Gregori, eletto a sommo poeta e a icona culturale "nobile" di un parte del paese ma che negli anni '70 veniva esaminato con grande rigore critico. Pertanto riporto alla luce un articolo della mitica rivista ...