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L'ARTE DEI RUMORI


Luigi Russolo ha anticipato di alcuni decenni il movimento della musica concreta ed elettronica che nasce ufficialmente nel secondo dopoguerra in Francia e in Germania grazie ai cosiddetti compositori post-Weberniani. 



 
Il Movimento Futurista è fra le avanguardie più importanti del XX secolo, lanciato dal famoso manifesto del 20 febbraio del 1909 firmato da Filippo Tommaso Marinetti, interessò tutte le forme artistiche, naturalmente anche quelle nascenti come la fotografia e in parte il cinema.
L'esaltazione della modernità, della tecnica, della velocità e del dinamismo, che le innovazioni tecnologiche permettevano all'uomo, passava attraverso nuove modalità espressive
 dalla poesia sonora, la pittura, la scultura, il fotodinamismo, ma anche gli happenings e gli eventi. 


Luigi Russolo, pittore tra i più prolifici della stagione futurista insieme a Balla e Boccioni,  raggiunge risultati profetici e decisamente anticipatori, con la costruzione di un universo sonoro fondato sui rumori e sui suoni presenti nel mondo reale, quelli poi alla base della "musica concreta" di Schaeffer che a lui fece diretto riferimento.

Luigi Russolo tenta questo esperimento attraverso la costruzione di un primordiale campionatore meccanico "L'Intonarumori" in grado di riprodurre i suoni "concreti" e di poterli quindi generare nel quadro di una organizzazione compositiva. Russolo realizza quindi una serie di composizioni ad hoc per l'Intonarumori come "Risveglio di una Città" di cui fece varie esecuzioni pubbliche e la cui partitura è andata ormai persa.


L'Arte dei Rumori costituisce la sintesi del Russolo-pensiero e venne pubblicato per la prima volta nel 1916. 
Difatto Russolo è inoltre il primo "autore non-musicista" del XX secolo ed oltre ad anticipare gli sperimentatori della musica "contemporanea" e "concreta", è da considerarsi il progenitore di tutto quel movimento che a partire dai primi esperimenti di Brian Eno, ha portato nel mondo della musica una serie di personaggi estranei al linguaggio musicale ordinario, e che oggi costituiscono il baricentro della musica elettronica di massa del XXI sec. 



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