Nuove direzioni nella chitarra? Intervista ad Amptek sulle ultime produzioni

"Unlimited Growth Increases the Divide" è il titolo del nuovo E.P. di AMPTEK ad un anno di distanza da "Dreams That Money Can Buy" pubblicato come sempre da Eclectic Records/productions a cui ha fatto seguito un album di sapore completamente diverso "Altered State of Mind". Abbiamo chiesto lumi all'autore sui brani contenuti in questi lavori.

D. Questo E.P. prelude ad un album che prevede brani con questo tipo di suono?

R. E' appena uscito un nuovo album che si chiama "Altered State of Mind", ma con il sound di questi quattro brani c'entra poco, e anche l'intenzione è completamente diversa. "Unlimited Growth Increases the Divide" contiene quattro brani, due dei quali dovevano essere contenuti su "Dreams That Money Can Buy" e altri due che sono destrutturazioni di composizioni presenti su "The Demolished Man". Purtroppo questo materiale non era entrato nell'album precedente e avrei voluto però pubblicarlo.



D. come si colloca musicalmente "Unlimited Growth Increases the Divide"?

R. "Unlimited Growth Increases the Divide" rappresenta uno dei miei tentativi di fusione fra space-funk psichedelico e musica elettronica di matrice dance. Nei brani suono il basso elettrico, la chitarra e Giancarlo Romani il flicorno su "Missing Life", oltre naturalmente un quantità sperticata di sintetizzatori reali e virtuali. Nella mia concezione di tratta di un tentativo di fondere varie matrici sonore che mi appassionano, dal krautrock all'ambient fino all'electro, mi piace pasticciare con i suoni senza preoccuparmi se il risultato corrisponda a uno stile preciso.

D. Hai sempre impiegato strumenti tradizionali, alcune volte sono meno percepibili.

R. Ho sempre tentato di rincontestualizzare la strumentazione elettrica alle nuove idee stilistiche elettroniche contemporanee. Ricordo che negli anni 90 già mi presentavo ad alcune feste e rave con una Fender Stratocaster, oggi sembra essere un fenomeno più diffuso, personalmente l'ho sempre predicato, sono un chitarrista, sono attivo dagli anni 80 nella darkwave e nel neo prog, poi nell'elettronica e sono sempre stato un sostenitore della convergenza fra le diverse dotazioni strumentali in mio possesso.




D. In cosa l'E.P. differisce dall'album che è appena uscito?

R. "Altered State of Mind" è un lavoro puramente sperimentale in cui ricerco direzioni diverse con la chitarra elettrica. Una parte è costituita da veri e propri droni, un'altra da composizioni indefinibili a mio avviso, alcune atonali, in cui ho manipolato il suono della chitarra clean sul computer.



D. Pensi che queste sperimentazioni sulla chitarra saranno presenti in ulteriori lavori?

R. A prescindere dal fatto che queste mie manipolazioni partono da molti anni addietro e sono presenti su vari brani attribuibili sia ai miei progetti solistici che ad Entropia,  
"Altered State of Mind" è stato un momento per una prima riflessione su questo argomento a cui faranno seguito altri dischi e nuove sperimentazioni sul suono della chitarra 

D. Pensi che la chitarra abbia quindi ancora molte cose da dire?

R. Ascolto molti progetti interessanti sia nel post-rock che nel vasto campo dell'elettronica, anche se penso che i capostipite di alcuni concept risiedano già negli anni 70. Robert Fripp, Adrian Belew, David Torn, Terje Rypdal, Fred Frith, Derek Bailey hanno dato molto a modalità diverse di usare questo strumento e penso che le nuove tecnologie ci mettano innanzi delle nuove possibilità. Basti pensare ai nuovi controller midi in circolazione in cui superiamo completamente i problemi di ritardo e gli errori di trasduzione del suono elettrico in midi. Un rivoluzione nell'approccio fra chitarra e sintesi.



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