venerdì 17 febbraio 2012

Intervista sui Frammenti di Caos e free download mp3



I Frammenti di Caos sono stati uno dei nostri progetti storici, attivo nei primi anni 90. FDC sono stati un gruppo di interazione, improvvisazione e iper-contaminazione musicale nel quale confluivano elettronica, free-jazz, musica etnica e rock.
All'origine di alcuni dei nostri progetti attuali come Entropia, tutti gli ex-elementi dei FDC hanno collaborato in tempi e modi diversi ad Entropia, ben quattro di loro sono presenti contemporaneamente su "Imaginary Solutions" 1998.


Intervista ad Amptek sui Frammenti di Caos

I FDC erano caratterizzati dalla coesistenza di musicisti di estrazioni completamente diverse com’ è stato possibile per voi conciliare culture cosi differenti?

Avevo avuto occasione di suonare precedentemente con Mauro Tiberi e con  Roberto Pedroni collaboravo spesso.
Venni invitato da Mauro a prendere parte a un concerto in una struttura alternativa di Roma con altri due musicisti che non conoscevo. Cosi ebbi occasione di suonare con  Eugenio e Carlo che provenivano da esperienze diverse, l’incastro si rivelò, a nostro avviso, molto efficace.
Ognuno immetteva nel sound del gruppo elementi della propria esperienza, questi diversi tasselli determinavano un mosaico perfettamente coerente, fu un esperienza di fusione fra diversi stili e differenti matrici culturali che giustamente Mauro chiamò, con un termine visionario ma efficace, Neotribalismo Metropolitano.

Le performance dei FDC erano per la maggior parte frutto di improvvisazioni, pur a fronte di riferimenti e sequenze ricorrenti, questo metodo di lavoro era per te nuovo o abituale e come si conciliava con il tuo modo di suonare di allora?

Il mio modo di suonare di allora partiva da concezioni molto diverse da quelle attuali, proveniendo da esperienze jazz-rock e rock-progressive, pur coltivando un interesse molto forte nella musica elettronica di matrice ambient, tendevo a manifestare una certa propensione agli assoli.
Da un lato questo mi aveva abituato a suonare in modo improvvisato, dall’altro credo di essere stato ancora affetto da un certo “solismo” strumentistico che rilevo essere una malattia endemica nell’universo della musica jazz e rock.
La musica dei FDC mi imponeva di contenere queste tendenze e a incastrarmi maggiormente in un suono complessivo, lo schema improvvisativo imponeva anche la massima attenzione all’ascolto e all’interazione con le parti eseguite dagli altri, non essendo queste predefinite.

All’epoca iniziavi ad usare guitar synth e sintetizzatori, come si integrava con le costruzioni musicali dei FDC?

Mi fu chiaro che nei FDC sarebbe stato possibile impiegare alcune soluzioni che nei gruppi musicali convenzionali, attinenti ai generi preconfezionati che giravano allora, mi erano precluse, e che stavo sviluppando attorno a un progetto solista che poi sarebbe sfociato in quello che oggi è conosciuto come Amptek.
Quindi potei fare uso di suoni campionati e pre-registrati, per esempio le voci e i parlati,  che si sentivano durante le perfomance. Per evitare sovrapposizioni con la massiccia presenza di sintetizzatori di Eugenio moderavo l’uso dei guitar synthesizers.

Quale contributo ha dato a tuo avviso alla tua crescita musicale questa esperienza?

L’esperienza dei FDC è stata a mio avviso importante in generale. E’ stato in Italia e forse in Europa, il primo esperimento di miscelazione fra la musica elettronica, che all’epoca era agli albori della sua esplosione, e altre tendenze musicali.
Oggi molti gruppi mischiano elettronica, rock, jazz, world music e altri stili musicali, ma posso affermare senza timore di smentite che Frammenti Di Caos è stato uno dei primi esperimenti in questo senso in assoluto, l’unico altro esempio di questo tipo che potrei citare è quello dei Material di Bill Laswell e i lavori di Brian Eno e Jon Hassell.
Per quanto la critica musicale italiana, essendo distratta, poco preparata e talvolta prezzolata, non ci abbia mai riconosciuto questo ruolo, è innegabile che un crogiolo di fusione fra queste musiche: jazz, rock, musica etnica ed elettronica all’epoca non esisteva.
Inoltre FDC furono uno dei primi gruppi a mettere in piedi complesse performance multimediali, con l’ausilio di pluri-proiezioni di video, e la presenza di un regista in sala (Cosimo Alemà) e artisti perfomer di diversa estrazione come il ballerino che collaborò con noi alla Casa delle Culture.
A livello personale mi ha fatto capire fin da subito le potenzialità della fusione fra diversi generi musicali. Ho dato vita, con altri artisti, al successivo progetto ENTROPIA proprio per continuare a miscelare ingredienti diversi, non perdere del tutto il risultato di certi esperimenti che trovavano nei FDC un punto d’origine.
Inoltre la vicinanza e i consigli di un grande esperto della sintesi e del campionamento come Eugenio Vatta mi ha consentito di assumere una padronanza di questi strumenti che altrimenti non avrei mai acquisito e che mi è stata preziosa in tutta la mia carriera di produttore e musicista elettronico.

C’è un episodio o un concerto che ricordi particolarmente?

Ricordo ancora vari episodi, a livello di concerti ci sono stati due momenti davvero indimenticabili:

la perfomance già citata alla Casa delle Culture di Roma del 26 ottobre 1995, in cui dispiegammo un imponente set multimediale con l’aiuto del regista Cosimo Alemà, un esibizione che ha condizionato tutte le mie attività successive nelle quali difficilmente ho fatto a meno di interazioni con altre discipline come il video, la danza o le voci recitanti, e che posso affermare che sia stata una delle prime rappresentazioni di questo tipo a Roma.
E quella tenutasi in una struttura sociale di Roma in apertura al concerto degli Area del giugno 1994, concerto che avevo organizzato io stesso, e che ci vedeva sullo stesso palco di una delle esperienze di musica creativa italiana più importanti del 900.







Line Up:
Mauro Tiberi: contrabasso, basso elettrico, flauti, percussives, vocals
Roberto Pedroni: sassofon, flauti, corrugato
Eugenio Vatta: campionatori e sintetizzatori
Carlo Martinelli: percussioni e campionatori
Alex Marenga aka Amptek: chitarre elettriche e synth. 




Scaricate gratuitamente questo album di inediti.

http://www.eclectic.it/fdc/fdcrare.rar 

http://neotribalismometropolitano.blogspot.com/

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.